Perché le Skills di Claude ti cambiano davvero il lavoro (e le 6 che ti porti a casa adesso, gratis)
Snellisci il tuo lavoro, risparmia token e porta a casa un sistema che lavora per te in modo concreto e coerente.
Qualche settimana fa (mi pare di averlo accennato in qualche newsletter) una cliente mi aveva mandato un Excel da incubo nella notte: righe vuote alternate ai dati, importi salvati come testo invece che come numeri, date in tre formati diversi nello stesso foglio (alcune dd/mm/yyyy, alcune yyyy-mm-dd, alcune solo “15 apr”). Mi serviva un PDF pulito da girare ai suoi soci entro la mattinata. Faccio ohmmm 🧘🏻♀️ apro Claude e scrivo cinque parole in chat: «fammi il report di aprile da questo file».
Quattro minuti dopo, il PDF era nella cartella cliente. Cinque pagine, tabelle ordinate, totali in fondo, intestazione con il logo, paginazione corretta. Il file della cliente leggibile in modo ordinato, per dare un feedback e trarre delle conclusioni che dovevo allegare.
La parte che voglio raccontarti oggi non è il prompt. Il prompt è quello che hai letto sopra, cinque parole. La parte che conta è cosa è successo tra quelle cinque parole e quel PDF. Tre skill di Claude si sono attivate da sole, una dietro l’altra, e hanno fatto il lavoro che a mano mi avrebbe preso un’ora abbondante. Non skill che avevo scritto io. Skill ufficiali, gratuite, che Anthropic mantiene per chiunque usi Claude. Quelle che chi mi legge da dopo la newsletter su Claude Code e Cowork, è pronto a installare ma magari non sa ancora quali mettere per prime.
Questa guida ti porta esattamente a quel punto. Spiego perché le Skills cambiano il lavoro di chiunque scrive contenuti, prepara documenti, gestisce file di clienti. Ti porti a casa, una alla volta, le quattro skill ufficiali Anthropic che secondo me dovrebbero stare sul tuo computer prima ancora che tu inizi a scriverne di tue. E ti faccio vedere come installarle insieme in cinque minuti chiedendole a Claude stesso, senza che tu debba aprire un terminale o sapere cosa significhi git clone.
Piccolo ringraziamento
Chi sostiene la newsletter con la versione paid ha il canale Telegram aperto e le Q&A settimanali in calendario, oltre a ricevere una seconda guida riservata ogni settimana. Grazie a chi ha appena fatto l’upgrade in questi giorni, mi accorgo nei messaggi che state usando la newsletter come fonte di lavoro vera, e questo per me vale molto. Adesso iniziamo!
Tre miti che voglio sfatare prima di entrare
Quando parlo di Skills mi tornano spesso le stesse tre obiezioni. Le scrivo all’inizio perché se le hai anche tu tra i tuoi pensieri annullano metà del valore di quello che ti racconto dopo.
Primo mito. «Le skill sono per chi sa programmare». Falso. Una skill è un file di testo in italiano (o inglese, scegli tu) che dice a Claude come comportarsi in un certo tipo di situazione. Non c’è codice da scrivere, non c’è un linguaggio da imparare. Se sai scrivere una procedura su carta a una collega che inizia lunedì, sai scrivere una skill. La sintassi del file (i tre trattini in cima, il blocco YAML) la copi e basta.
Secondo mito. «Mi conviene aspettare che si stabilizzi tutto, poi mi metto sotto». Lo capisco. Anch’io ho aspettato più di quanto avrei dovuto. Però aspettare significa accumulare giornate di lavoro fatto a mano anzichè strutturare automazioni che possonoo già girare da sole. Le quattro skill ufficiali di cui ti parlo oggi sono realizzate dal team Anthropic e installarle adesso non ti costa nulla. Il vero costo del rimandare è il tempo bruciato nel frattempo.
Terzo mito. «Tanto poi mi tocca scriverle tutte da sola, e non ho tempo». Anche questo è falso, almeno per il livello base. Le quattro che ti faccio installare oggi sono già scritte e gratuite. In più, a metà di questa newsletter ti regalo altre due skill che ho scritto io per te (non le trovi su GitHub, non le trovi sul mio store, non le trovi da nessun’altra parte: solo dentro questa guida, e quando le installi finiscono nella tua cartella). Il punto è che la quantità di skill che devi scriverti da zero per partire è zero. Ti servono solo cinque minuti per copiarle dove vanno copiate.
Detto questo, passiamo al perché queste cose ti cambiano davvero il lavoro.
Perché le Skills ti cambiano davvero il lavoro (non è teoria)
Le Skills le ho già raccontate in modo più o meno approfondito nelle precedenti newsletter. Oggi parto da un’altra angolazione. Voglio raccontarti cosa cambia davvero nella tua settimana, non nella tua architettura, quando le installi e cominci a usarle.
Quattro cose, in ordine di impatto crescente.
La prima: smetti di riscrivere ogni volta le stesse cose
Prima delle skill, ogni volta che chiedevo a Claude di farmi un report Word, dovevo rispiegargli da capo che struttura volevo: intestazione con logo, tabella con dati, paginazione, font scelta dell’azienda, frase di chiusura. Ogni volta. Cinque clienti diversi significava cinque volte la stessa premessa scritta a memoria, con qualcosa che scappava ogni tanto.
Adesso quelle istruzioni vivono dentro la skill docx (ne parliamo fra poco). Lui legge le istruzioni una volta, applica le stesse regole sempre. Quando dico «fammi un Word con questo contenuto», la skill si attiva, segue i suoi passi, sforna il file. Io non ho riscritto niente. Il tempo che risparmio per ogni file non è enorme da solo (cinque, dieci minuti) ma sommato in una settimana di lavoro su più clienti diventano ore.
La seconda: lo standard rimane alto anche quando sei stanca
Le skill non si stancano. Alle sette di sera (quando mi capita di lavorare fino a quell’ora) quando io scazzerei sicuramente qualcosa, la skill applica esattamente le stesse regole che applicava alle 8 di mattina. Il PDF della cliente del venerdì sera ha la stessa qualità del PDF della cliente del lunedì mattina. Non perché io sia bravissima, perché il sistema sotto regge.
Vale tantissimo per chi lavora da sola o in piccoli studi, perché siamo le persone che pagano il prezzo della stanchezza più di tutti. Una grande agenzia ha cinque persone che si controllano a vicenda. Tu hai te stessa, e dopo dieci ore di lavoro «te stessa» comincia a saltare le revisioni.
La terza: le skill si chiamano l’una con l’altra
Una skill non si applica per forza da sola. Parla con le altre skill. Una skill docx non sa fare PDF, ma sa chiamare la skill pdf dentro al suo workflow. Una skill xlsx non sa scrivere un report, ma sa passare i suoi numeri a una skill che scrive report. Questo si chiama chaining, ed è quello che ha trasformato il mio lavoro da artigianale a sistematico.
Nel caso della cliente di lunedì mattina, la catena è stata: la skill xlsx ha letto e pulito il file Excel, la skill docx ha strutturato il report Word a partire da quei dati puliti, la skill pdf ha convertito il Word in PDF mantenendo la formattazione. Tre skill, una sola mia richiesta, quattro minuti di esecuzione. Io non ho fatto niente di più. Non ho copiato dati, non ho aperto Word, non ho cliccato «esporta in PDF». Le skill si sono passate il lavoro l’una con l’altra come in una catena di montaggio piccola e ordinata.
Quando le tue skill cominciano a chiamarsi l’una con l’altra, Claude smette di essere un chatbot al quale chiedi cose una alla volta. Diventa un sistema operativo che esegue procedure tue. La differenza nella resa pratica si misura in ore di vita restituite ogni settimana.
La quarta: le skill viaggiano con te
Una skill è un file in una cartella sul tuo disco. Niente cloud proprietario, niente abbonamento mensile a un servizio terzo, niente lock-in. Se cambi computer, copi la cartella e parti. Se vuoi condividere una procedura con una persona del tuo team, le mandi la cartella zippata via mail e lei la mette nella sua ~/.claude/skills/. Se domani decidi di passare ad altro, le tue skill restano file leggibili in markdown, recuperabili in futuro anche senza Claude.
Questo è un dettaglio che gli ecosistemi precedenti (i GPTs di OpenAI) non avevano. Lì il tuo lavoro restava chiuso dentro un’interfaccia di proprietà di qualcun altro. Con le Skills, quello che costruisci è tuo nel senso più concreto del termine: file di testo sul tuo computer, tu hai l’archivio, tu sei la proprietaria (o come me, alcune molto utili e articolate - tipo quella per fare reels animati senza saperne di motion graphic, le metto su useskill.it)
Sarai d’accordo con me che vale la pena dedicare cinque minuti per installare gli ingranaggi base di questo sistema, anche se non sai ancora come scriverti le skill personalizzate. Gli ingranaggi base sono questi quattro, e te li porti a casa adesso.
Le quattro skill da installare oggi (e cosa fa ognuna)
Anthropic ha rilasciato pubblicamente un set di skill base, mantenute dal team ufficiale, gratis, aggiornate spesso. Coprono i quattro formati di file che più di tutti gli altri ti rubano tempo in una giornata di lavoro normale: Word, Excel, PowerPoint, PDF. Te le racconto una per una con il caso reale dove le uso io, in modo che quando le installi tu sappia già quando ti torneranno utili.
Sono nella repo ufficiale di GitHub di Anthropic: https://github.com/anthropics
La prima: docx
Genera, legge e modifica file Word. Punto. Sembra banale finché non ci entri dentro: la skill sa fare cose che a mano richiederebbero attenzione. Indice automatico con i livelli di intestazione, paginazione che parte dalla pagina giusta, intestazione e piè di pagina con elementi diversi tra pari e dispari, commenti, tracked changes, immagini incorporate con didascalia, tabelle con stile aziendale. La skill conosce la sintassi profonda del formato docx (che è un XML zippato, te lo risparmio) e la maneggia senza che tu debba toccarla.
Ogni volta che produco un output che la cliente aprirà in Word per fare commenti. La uso per i brief di progetto, per le proposte commerciali (quando il cliente le vuole modificabili e non in PDF), per i report intermedi che richiedono iterazione. Quando il documento è di destinazione finale, allora passo per la skill pdf. Ma se il documento deve poter essere modificato dal destinatario, docx è lo strumento giusto.
Il valore di averla pronta. La struttura di un report Word fatto bene non è banale: margini, font coerenti, livelli di intestazione, indice che si aggiorna, pagine numerate correttamente, riquadri delle citazioni con stile dedicato. Tutto questo, scritto in chat ogni volta a Claude, sarebbe un prompt da seicento parole. Con la skill docx attiva, scrivi «fammi un Word con questo contenuto, struttura standard report aziendale», e il file esce con tutto al posto giusto al primo colpo.
La seconda: xlsx
Crea, legge, pulisce file Excel. Conosce le formule, sa generare grafici, sa applicare formattazione condizionale, sa gestire più fogli nello stesso file. Ma la cosa per cui io la uso più spesso, e che secondo me è la sua qualità più sottovalutata, è la capacità di pulire file Excel malformati. Il caso che ti raccontavo in apertura era esattamente questo: una cliente che mi manda un file con righe vuote, importi salvati come testo, date in formati misti. La skill xlsx sa riconoscere quei problemi e sa sistemarli senza che io scriva niente di tecnico.
Quattro casi ricorrenti. Il primo: nuova cliente mi manda i dati di base in Excel disordinato, devo pulirlo prima di farci qualunque cosa. Il secondo: dovrei costruire un piccolo modello finanziario su uno scenario di progetto (costi, ricavi, scenario base, scenario ottimistico). Il terzo: una mia analisi competitor settimanale che richiede una tabella sintetica esportabile. Il quarto: la generazione di un’anteprima dati a partire da una fonte (un CSV, un JSON, una tabella sul web).
Excel è il formato che le clienti mi mandano più spesso, e è quello che più spesso arriva mal redatto. Avere una skill che sa leggerlo e rimetterlo in ordine senza che io debba dare istruzioni precise è come avere un’assistente che si occupa dei file mentre io leggo le mail. Senza la skill, ogni file disordinato di cliente sarebbe mezz’ora persa. Con la skill, cinque minuti e via.
La terza: pptx
Crea presentazioni PowerPoint a partire da un brief, modifica slide esistenti, gestisce template aziendali con palette e tipografia, aggiunge speaker notes, applica layout coerenti tra slide. Lavora bene quando le parte da un’outline scritta in markdown (titolo, sezioni, sotto-sezioni, bullet point della singola slide), trasforma quell’outline in una struttura di slide con design pulito.
Tre casi specifici. Il primo: una cliente mi chiede una breve presentazione di onboarding per i suoi nuovi assunti, ho un’ora prima della call di consegna. Il secondo: devo presentare a un cliente potenziale un’analisi che ho fatto, e i numeri vanno mostrati con un minimo di impaginazione decente. Il terzo: un’intervento a un piccolo workshop dove devo mostrare quindici slide di sintesi in trenta minuti, e non posso permettermi di partire da Canva con le sue duemila distrazioni.
PowerPoint è quello strumento che tutti odiamo usare ma che continuiamo a dover usare, perché chi compra servizi B2B vuole vedere slide. La skill pptx non ti fa diventare designer (resta un output funzionale, non estetico), ma ti dà la struttura giusta in cinque minuti, lasciandoti il tempo di aggiungere i due o tre tocchi finali a mano in PowerPoint o Keynote se serve o addirittura Canva importando il pptx. Per chi non è un designer di mestiere, è il livello giusto: struttura solida, contenuti ordinati, design pulito.
La quarta: pdf
Estrae testo, fa merge di più PDF in uno, fa split di un PDF in più file, ruota pagine, fa OCR su scansioni (cioè trasforma un’immagine di un documento scansionato in testo cercabile), e converte altri formati in PDF mantenendo formattazione. È la skill più richiamata nelle mie catene perché quasi tutti i miei output finali finiscono come PDF.
Quando l’attivo io davvero. Praticamente sempre, in catena con le altre tre. Il report Word di un’analisi esce da docx e poi passa a pdf per la versione finale da mandare. Il riassunto di una presentazione esce da pptx ed esporta in pdf per chi vuole stamparla. E poi gli usi diretti: cliente mi manda quaranta PDF di documentazione e vuole un unico file ordinato, attivo pdf in modalità merge. Una scansione vecchia che devo trasformare in testo cercabile, attivo pdf in modalità OCR.
Il valore di averla pronta. Senza la skill pdf, ogni conversione richiederebbe Adobe Acrobat (a pagamento) o un servizio web (incollare file su siti di dubbia gestione dati di clienti). Con la skill, tutto resta locale sul mio computer, niente file di cliente che girano per il web, niente abbonamenti software. Il caso d’uso lo riconosci subito anche tu: quante volte hai cercato «PDF merge online» o «convert Word to PDF» su Google? Quella era la skill pdf che ti mancava.
Cinque minuti dentro Claude Desktop e sono installate (zero codice scritto da te)
Adesso il pezzo operativo, e qui ti voglio togliere subito un’ansia. Per installare le quattro skill non ti serve aprire un terminale, non ti serve sapere cosa è git, non ti serve nemmeno copiare comandi. Tutto questo lavoro lo fai chiedendolo a Claude stesso, dentro l’app desktop. Lui apre il terminale interno, scarica i file, li mette dove vanno, ti conferma che è tutto in ordine. Tu rileggi tre messaggi.
Apri Claude Desktop. Se hai l’icona di Claude Code attiva (quella per chi usa l’app come ambiente di lavoro, dentro una cartella di progetto), aprila. Se invece sei sul piano Cowork (la vista più semplificata, pensata per chi non scrive codice), va benissimo anche quella, le istruzioni sono identiche.
Nella chat scrivi questo messaggio, esattamente come te lo riporto. Puoi anche fare copia-incolla, lo so che a volte è più comodo.
Ciao. Vorrei installare le quattro skill ufficiali di Anthropic
nella mia cartella ~/.claude/skills/.
Le skill che mi servono sono docx, xlsx, pptx, pdf, e si trovano
nel repo pubblico github.com/anthropics/skills.
Puòi clonare il repo in una cartella temporanea, spostare quelle
quattro cartelle dentro ~/.claude/skills/, e poi cancellare la
cartella temporanea?
Quando hai finito, fammi un elenco delle skill che sono presenti
nella mia cartella, così verifichiamo insieme.Premi invio. Claude legge, capisce, ti chiede se va bene di procedere (perché stai chiedendogli di toccare file sul tuo computer, lui è cauto). Tu rispondi di sì. Lui apre il suo terminale interno (lo fa lui, tu non vedi nulla di tecnico), esegue i comandi, scarica i file, li sposta, pulisce, e poi ti scrive in chat: «Fatto. Nella cartella adesso ci sono docx, xlsx, pptx, pdf». Hai installato le quattro skill ufficiali Anthropic senza aver mai aperto una finestra di terminale.
Se per qualche motivo Claude non riesce a procedere (cartella che non esiste, permessi, connessione), te lo dice subito e ti propone come risolvere. La cosa importante è che non sei tu a dover sapere come si fa: l’istruzione è in italiano, l’esecuzione tecnica è di Claude, la verifica la fate insieme nella chat.
Chiudi la chat. La prossima volta che apri Claude, lui ha accesso a queste quattro skill e le attiverà da solo quando le tue richieste matcheranno le loro descrizioni. Non devi fare nient’altro.
Una doppia verifica per stare tranquilla. Dopo l’installazione, apri il Finder, premi Cmd+Maiusc+G, incolla ~/.claude/skills e premi invio. Si apre la cartella. Devi vedere quattro sottocartelle: docx, xlsx, pptx, pdf. Se ci sono, sei pronta. Se non ci sono, torna nella chat di Claude e scrivigli «ho controllato la cartella e non vedo le skill, riprova»: lui rifa il giro con una correzione.
Un caso vero che usa tre di queste in catena
Torno al caso di apertura, adesso che hai capito cosa fanno le quattro skill, in modo che tu veda esattamente cosa è successo.
Lunedì mattina, nove e dieci, apro Claude. Trascino dentro la chat il file vendite-aprile-cliente.xlsx che la cliente mi aveva mandato. Scrivo: «fammi un report di aprile in PDF, struttura standard, da girare ai suoi soci».
Quello che succede sotto, in ordine.
Claude legge la mia richiesta. La parola report e la presenza di un file .xlsx matchano la description della skill xlsx. La skill si attiva. Apre il file. Lo legge. Si accorge dei problemi: righe vuote, importi come testo, date misti. Non si ferma a chiedermi cosa fare (perché la skill prevede questi casi). Pulisce: rimuove le righe vuote, converte gli importi in numeri, normalizza le date al formato dd/mm/yyyy. Calcola i totali per categoria, i totali per cliente del cliente, i totali mensili. Tutti i dati ordinati e calcolati. Output di questa fase: una struttura dati pulita pronta per il prossimo passaggio.
La skill xlsx chiude il suo turno e passa il testimone alla skill docx. docx riceve i dati strutturati e li trasforma in un report Word: intestazione con il titolo («Report vendite aprile 2026»), introduzione di una riga («Sintesi mensile delle vendite per categoria e cliente»), tabella riassuntiva, tabella dettaglio per categoria, tabella dettaglio per cliente, conclusione con i totali generali. Header con il logo della cliente (che era già in una mia cartella di asset), paginazione, footer con la data. Output di questa fase: un file .docx formattato e ordinato.
La skill docx chiude il suo turno e passa a pdf. La skill pdf riceve il Word, lo converte in PDF mantenendo intatta la formattazione, ottimizza il peso del file, salva in outputs/clienti/2026-04/report.pdf. Output finale: il PDF da girare ai soci della cliente.
Claude mi riporta in chat: «Fatto. Report salvato in outputs/clienti/2026-04/report.pdf, cinque pagine, 230 kb». Io apro il PDF nel Finder, lo controllo (trenta secondi), lo trascino nella mail per la cliente, mando.
Tempo totale tra la mia richiesta e la mail mandata qualche decina di minuti. Tempo che la stessa procedura mi avrebbe preso a mano: un’ora abbondante, perché la pulizia del file Excel da sola erano venti minuti. Differenza non nel risultato finale (il PDF era esattamente lo stesso) ma nelle 55 minuti di tempo restituiti.
Le tre skill che hanno fatto il lavoro sono quelle che hai appena installato gratis. Niente di custom, niente di personale, niente che richieda ore di scrittura tua. Sono il kit di base che Anthropic mette a disposizione di chiunque usi Claude. Il valore non sta nella complessità di scriverle, perché sono già scritte. Sta nel sapere che esistono e nel saperle attivare insieme.
Cosa cambia dopo aver installato queste quattro
Da quando hai installato docx, xlsx, pptx, pdf, hai messo le fondamenta. Tutte le skill che scrivi tu da questo momento in avanti possono appoggiarsi su queste quattro. La tua skill report-clienti non deve sapere come fare un PDF, deve solo dire «passa il docx alla skill pdf». La tua skill weekly-recap non deve sapere come fare una tabella in Excel, deve solo dire «passa i numeri alla skill xlsx». Le tue skill diventano più corte, più mirate, più facili da mantenere.
Ti faccio tre esempi concreti di cose che adesso puoi costruire sopra queste quattro fondamenta, raccontati in mezza riga perché sono workflow che torneranno in newsletter dedicate.
Una skill brief-cliente che parte da una nota vocale tua di tre minuti, la trascrive, la struttura in un brief standard, esporta in PDF da mandare al cliente. Tre skill in catena, una tua (la trascrizione e la struttura) + due ufficiali (docx + pdf). Tempo da nota vocale a PDF mandato: cinque minuti.
Una skill analisi-budget che prende il tuo Google Sheet del budget mensile, lo aggrega per categoria, genera un mini-report con grafici, esporta in PDF. Catena: skill xlsx ufficiale + una tua per la sintesi narrativa + skill pdf ufficiale.
Una skill weekly-recap che ogni venerdì pomeriggio legge le tue task chiuse della settimana (da Notion, da quello che usi), le raggruppa per progetto, scrive un commento qualitativo per ognuno, e ti consegna un PDF di una pagina da girare al team. Catena: una tua per leggere le task e scrivere il commento + skill docx + skill pdf.
Tutto questo è possibile perché hai installato le quattro skill base. Senza, ogni skill custom che scriveresti dovrebbe gestire la conversione di formato al suo interno, raddoppiando il lavoro. Le quattro skill ufficiali sono i mattoncini infrastrutturali che fanno girare tutto il resto.
Due skill che ho scritto io per te
Adesso la parte che mi piace di più di questa guida. Le quattro skill ufficiali Anthropic le installi e le hai. Ma io volevo regalarti qualcosa che non puoi trovare da nessun’altra parte, nemmeno sul mio store, nemmeno cercando su GitHub. Due skill che ho scritto in queste settimane di lavoro, calibrate sul tipo di richieste che mi arrivano dalle clienti del mio target (freelance, professioniste, aziende), che restano esclusive di chi legge questa newsletter.
Te le do qui sotto in versione integrale. Copi il blocco, lo incolli in un file, lo metti nella cartella giusta. Dal momento successivo Claude le riconosce e le attiva da sole. Niente da pagare, niente da scaricare, niente da cercare. (Se poi ti piacciono e ne riconosci il valore puoi vedere le altre su useskill.it)
Anche per crearle non ti serve aprire nessun terminale. Tutta l’operazione si fa dentro Claude Desktop: gli incolli il messaggio che ti propongo io, lui crea la cartella, crea il file, mette dentro il contenuto, ti conferma quando ha finito. Ti dettaglio i due passaggi per ognuna delle due skill.
NB: Le skill, funzionano meglio e usano il tuo tono se prima hai nella cartella di contesto e aggiungi in ogni skill di richiamare le tue voice rules - lo dico in ogni newsletter, è importante per non ottenere risultati con pattern AI ovunque, qui ho omesso quel richiamo perché se non lo hai ancora non avrebbe senso.
Prima skill: post-da-newsletter
Cosa fa. Prende un testo lungo (la newsletter che hai appena pubblicato, oppure un articolo del tuo blog, oppure un report tuo di qualunque tipo) e tira fuori tre post LinkedIn diversi, ognuno con un angolo diverso, ognuno nel tuo stile diretto. Non tre versioni dello stesso post: tre post che partono dalla stessa fonte e la guardano da tre punti di vista distinti.
La stessa newsletter diventa: un post il martedì con apertura paradosso, un post il giovedì con apertura scena concreta, un post il sabato con apertura virgolette di qualcuno. Tre angoli, una sola fonte. Cinque minuti di rilettura, due click e va sul calendario di pubblicazione.
Come crearla. Apri Claude Desktop, apri una nuova chat in Code o in Cowork (vanno bene entrambe), e incolla questo messaggio.
Ciao. Vorrei creare una nuova skill chiamata “post-da-newsletter”
nella mia cartella ~/.claude/skills/.
Crea la cartella, e dentro al file SKILL.md della cartella incolla
esattamente questo contenuto (te lo passo qui sotto, riga per riga,
mantieni la formattazione markdown):
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[QUI INCOLLA IL CONTENUTO DEL BLOCCO SKILL.MD QUI SOTTO]
---
Quando hai finito, conferma che la cartella esiste, che il file
SKILL.md è dentro, e fammi un riepilogo della description in due
righe, così verifico che hai capito a cosa serve la skill.Adesso il contenuto vero della skill, da incollare al posto della parentesi quadra [QUI INCOLLA…]. Selezionalo tutto, copialo, incollalo nel messaggio prima di mandarlo a Claude.
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name: post-da-newsletter
description: Genera tre post LinkedIn distinti a partire da un
testo lungo (newsletter, articolo, report). Tre angoli diversi,
tre aperture diverse, nello stile diretto dell’utente. Attiva
quando l’utente dice: tira fuori dei post LinkedIn da questa
newsletter, fammi tre post da questo articolo, distribuisci
questo testo su LinkedIn, butta giù tre versioni LinkedIn
da questo pezzo. NON attivare per: thread Twitter (sono altro),
caroselli Instagram (richiedono skill diversa), riassunti
brevi della newsletter (sono un’altra cosa).
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# Post da Newsletter
## Quando attivarti
Quando l’utente ha un testo lungo già scritto e vuole
distribuirne i contenuti come tre post LinkedIn separati.
## Cosa serve come input
- Il testo sorgente (incollato in chat o come file)
- Opzionale: il pubblico specifico a cui si parla (se diverso
dal pubblico abituale)
- Opzionale: una preferenza per uno dei tre angoli
## Workflow
1. Leggi il testo sorgente per intero. Non tagliare niente.
2. Identifica tre temi distinti dentro il testo. Devono essere
davvero distinti, non variazioni dello stesso punto.
3. Per ciascun tema scrivi un post LinkedIn tra 180 e 350 parole.
4. Assegna un’apertura diversa a ciascun post, in questo ordine:
- Post 1: apertura paradosso o controintuitivo
(es. “Il miglior investimento è smettere di X”)
- Post 2: apertura scena concreta con timestamp
(es. “Martedì mattina, alle nove e dieci, apro Claude”)
- Post 3: apertura con virgolette di qualcuno
(es. “’Ma io non sono interessante’, mi ha detto una cliente”)
5. Sviluppa ogni post in prosa, mai con bullet point, mai con
parallelismi simmetrici, mai con em dash.
6. Chiudi ogni post con una domanda genuina ancorata al contenuto,
NON con domande retoriche generiche tipo “e tu cosa ne pensi?”.
7. Inserisci una CTA variabile in massimo uno dei tre post (non
sempre alla newsletter, alterna tra newsletter, DM). Gli altri due post chiudono senza CTA.
8. Formatta l’output così: post 1, separatore “---”, post 2,
separatore “---”, post 3.
## Vincoli non negoziabili
- Mai em dash, mai trattini lunghi.
- Mai costruzioni “non è X ma Y”.
- Mai avverbi gonfiati: semplicemente, facilmente, rapidamente.
- Mai aggettivi vuoti: completo, potente, fondamentale,
cruciale, essenziale.
- Mai “Grazie a X potrai Y”, mai “Questo ti permette di”.
- Mai aperture atmosferiche tipo “Il sole entra dalla finestra”.
- Mai bullet point dentro al post.
- I clienti citati vanno sempre anonimizzati (”una cliente”,
“un consulente”, mai nomi, mai settori riconoscibili).
## Tone of voice
- Diretto, asciutto, ancorato a una situazione concreta.
- Una transizione in più per post (es. “Detto questo,
sarai d’accordo con me che...” oppure “E qui sta il punto.”).
- Massimo due interruzioni confessionali in parentesi per post.
## Output
Tre post LinkedIn separati dal divisore “---”, ognuno
pronto da copiare e pubblicare con una rilettura veloce.Premi invio sul messaggio composto (la richiesta + il blocco SKILL.md incollato dentro). Claude crea la cartella, crea il file, ti conferma il riepilogo. Da quel momento Claude ha la skill. Apri una chat nuova, incolla il testo della tua ultima newsletter (o di un articolo qualunque), scrivi «tira fuori tre post LinkedIn da questa», e la skill parte. Tempo medio: una manciata di secondi per i tre post, cinque minuti di rilettura tua dopo.
Una cosa onesta da dire qui. Le voice rules dentro questa skill sono le mie. Se vuoi che i post suonino come scrivi tu invece che come scrivo io, sostituisci le regole non negoziabili e il tone of voice con le tue. Apri il file, modifica quei due blocchi, salva. La skill si adatta in dieci minuti al tuo stile.
Seconda skill: dico-no-gentile
Cosa fa. Scrive una mail di rifiuto cortese a un cliente potenziale, in tre paragrafi, senza scivolare nell’eccesso di giustificazioni che molte di noi mettiamo quando dobbiamo dire di no. È la skill che mi sono scritta dopo aver letto una mia mail di rifiuto del marzo scorso, in cui chiedevo scusa quattro volte di fila e arrivavo al rifiuto vero solo al terzo paragrafo. Era una mail debole. Da quel giorno ho impacchettato una procedura precisa per le mail di no. Poi le rivedo sempre io, questo è certo, ma parto da una buona base che mi leva tempo per queste questioni in cui non so mai come destreggiarmi.
Quattro casi ricorrenti. Cliente potenziale che chiede uno sconto del 40% sul preventivo. Brief impossibile per i tempi richiesti (consegna in tre giorni di un lavoro che ne richiede dodici). Progetto fuori dal mio scope (mi chiedono una roba di programmazione). Caso di cattivo fit (interlocutore che già nei primi messaggi mostra approccio aggressivo o aspettative irrealistiche). Per ognuno di questi casi la skill costruisce una mail diversa, con la stessa struttura.
Come crearla. Stesso pattern della precedente. Apri Claude Desktop, nuova chat, incolla questo messaggio.
Ciao. Vorrei creare una seconda skill chiamata “dico-no-gentile”
nella mia cartella ~/.claude/skills/.
Crea la cartella, e dentro al file SKILL.md incolla esattamente
questo contenuto (qui sotto, mantieni la formattazione markdown):
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[QUI INCOLLA IL CONTENUTO DEL BLOCCO SKILL.MD QUI SOTTO]
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Quando hai finito, conferma che la cartella esiste, che il file
SKILL.md è dentro, e fammi un riepilogo della description in due
righe.Adesso il contenuto della skill da incollare al posto della parentesi.
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name: dico-no-gentile
description: Scrive una mail di rifiuto cortese a un cliente
potenziale, in italiano, in tre paragrafi netti, senza scivolare
nell’eccesso di giustificazioni. Attiva quando l’utente dice:
devo dire di no a [contesto], scrivimi una mail di rifiuto,
rispondi che non posso, declina questa richiesta, non accetto
questo progetto, non posso lavorare con questo cliente.
Gestisce: rifiuto per prezzo, rifiuto per tempi, rifiuto per
scope fuori competenza, rifiuto per cattivo fit. NON attivare per:
rotture di contratti già firmati (serve approccio diverso),
comunicazioni interne al team, risposte a clienti esistenti
(sono altra cosa).
---
# Dico No Gentile
## Quando attivarti
Quando l’utente deve rifiutare in modo cortese una richiesta
da parte di un cliente potenziale, senza danneggiare il rapporto
e senza sminuire il proprio valore.
## Cosa serve come input
- Il contesto del rifiuto (cosa hanno chiesto)
- Il motivo specifico del no (prezzo, tempi, scope, fit)
- Opzionale: se l’utente vuole proporre un’alternativa o no
## Workflow
1. Identifica il tipo di no tra i quattro previsti: prezzo, tempi,
scope, fit. Se non è chiaro, chiedi all’utente quale dei
quattro è il caso.
2. Costruisci la mail in tre paragrafi precisi, in questo ordine.
- Paragrafo 1: ringraziamento breve e specifico, riferimento
alla loro richiesta concreta (non generico “grazie per
averci contattato”).
- Paragrafo 2: il no chiaro, con una sola motivazione (non
una lista di scuse). Una frase di motivo. Massimo due righe.
- Paragrafo 3: chiusura calda con apertura futura concreta.
Se rilevante, una alternativa (un’altra persona, un altro
servizio, un altro momento dell’anno).
3. Mai chiedere scusa più di una volta in tutta la mail.
4. Mai usare la parola “purtroppo” (suona debole).
5. Mai usare “mi rendo conto che” all’inizio del rifiuto (sembra
un disclaimer).
6. Mai mettere il rifiuto vero dopo il paragrafo 2 (non si fa
aspettare).
## Vincoli non negoziabili
- Lunghezza totale: tra 60 e 130 parole. Mai sopra le 130.
- Mai bullet point, mai elenchi.
- Mai em dash, mai trattini lunghi.
- Mai “non è X ma Y”.
- Mai “Grazie a X potrai Y”.
- Mai chiudere con “Le auguro buona giornata” (anonimo).
- Chiudere sempre con una frase di apertura futura concreta:
“Resto a disposizione se cambia il contesto”, “Se il
progetto si riapre in autunno, scrivimi”, “Le auguro che
trovi il professionista giusto per [contesto]”.
## Esempi di output ben fatto per ciascun tipo
### Tipo prezzo
“Grazie per avermi mandato il brief della landing per [progetto].
L’ho letto con attenzione.
Quello che descrive richiede un tipo di lavoro che non riesco
a fare per la cifra che ha indicato. Il mio standard su un
progetto di queste dimensioni parte da [cifra realistica].
Se il budget si può discutere o se preferisce iniziare da uno scope
più piccolo, mi scriva pure, troveremo una via.”
### Tipo tempi
“Grazie per avermi pensato per il lancio di [progetto], mi fa
piacere.
Il margine di tempo che mi descrive (consegna in tre giorni)
non è compatibile con il tipo di lavoro che faccio, dove
la fase di brief e revisione richiede di solito due settimane
piene per uscire bene.
Se il lancio si può spostare di qualche settimana, riprendiamo
volentieri.”
## Tone of voice
- Cortese, fermo, mai zuccheroso, mai duro.
- Diretto sul motivo del no, senza nascondersi.
- Più respiro nei paragrafi 1 e 3, asciutto nel paragrafo 2.
## Output
Una bozza di mail pronta per essere riletta e mandata.
L’oggetto della mail va proposto in cima, prima del corpo.Premi invio. Claude crea, conferma, riassume. Adesso hai due skill esclusive nella tua cartella, scritte per te. Apri una chat nuova e prova subito una delle due. Scrivi «devo dire di no a un cliente che chiede uno sconto del 40%, scrivimi la mail». La dico-no-gentile parte, ti tira fuori la bozza. Cinque minuti di rilettura tua, mandi.
Una piccola nota sul perché te le do qui dentro e non altrove. Sul mio store useskill.it ci sono skill più pesanti, calibrate sui casi specifici (reels, sito web, caroselli, mini app), del tipo che richiedono ore di scrittura tua per essere ben fatte. Queste due invece sono leggere, le ho costruite a pensare a chi legge la newsletter, e mi sembrava giusto darle in regalo qui senza chiedere niente. Ti dico questo per onestà, perché non voglio che il regalo sembri più di quello che è: due skill leggere, utili, esclusive di questa guida.
Cosa puoi fare il giorno dopo aver installato tutto
Sei skill in cartella, conteggio veloce: quattro ufficiali Anthropic per i formati di file, due regalate qui per i casi contenuto e relazionali. Apri Claude da domani mattina con questo kit a disposizione, e queste sono cose che diventano fattibili in dieci minuti invece che in un’ora.
Una cliente ti manda un Excel disordinato da convertire in PDF da girare ai soci. Catena: xlsx pulisce, docx struttura, pdf esporta. Tempo: cinque minuti.
Hai appena pubblicato un articolo lungo sul tuo blog o sulla newsletter. Vuoi tre post LinkedIn diversi nei prossimi tre giorni. Skill post-da-newsletter, una sola richiesta, tre post pronti.
Ti scrive un cliente potenziale che chiede uno sconto irrealistico, o una consegna impossibile, o un servizio che non fai. Skill dico-no-gentile, una bozza in trenta secondi, rilettura, mandata.
Ti chiede una piccola presentazione per i suoi nuovi assunti. Skill pptx, brief in chat, output struttura solida con dodici slide.
Vuoi unire venti PDF di documentazione in un unico file ordinato. Skill pdf in modalità merge, dieci secondi, file pronto.
Ognuna di queste sei skill, da sola, ti restituisce poco tempo. Insieme, in una settimana di lavoro normale, ti rimettono in mano un paio di mezze giornate. Le mezze giornate, sommate sul mese, sono giornate piene. E le giornate piene, sommate sull’anno, sono settimane di vita di cui non ti accorgi più che esistono perché ormai esistono solo nei file Claude e non più nel tuo calendario.
Quando ti conviene scriverle, quando ti conviene comprarle
Le skill leggere, come le due che ti ho appena regalato, le scrivi in venti, trenta minuti. Apri l’editor, butti giù quattro righe di descrizione, sei righe di workflow, due esempi cortissimi, salvi. Vanno benissimo per quei task che a mano ti prendono pochi minuti e che ripeti tre volte a settimana. Dopo aver letto le mie due regalate, hai già il modello: la prossima la scrivi da sola in mezz’ora.
Le skill pesanti, quelle che ti devono restituire output finali senza ulteriori passaggi, sono lavoro di ore. La mia reels remotion mi ha preso sette ore e mezza distribuite su dieci giorni di test sul campo. Si ammortizzano nei primi due mesi di uso, ma le devi mettere in conto all’inizio.
Davanti a una skill pesante hai due strade. La prima è investire le ore tue: vale la pena se hai tempo, se ti piace il lato tecnico, se la skill che ti serve è molto specifica del tuo modo di lavorare e nessuno la potrebbe scrivere al posto tuo. La seconda è partire da skill già calibrate su casi reali e rifinirle sui tuoi vincoli; per quello tengo aperto useskill.it, dove le pubblico man mano che le sto migliorando io stessa. Non è il centro di questa guida, ma se ti serve sai dove guardare.
Le skill automatizzano la parte di lavoro che non ha bisogno di te. Tutto il resto resta tuo.
La prima cosa che resta umana è la decisione di cosa la skill deve fare. La cliente che ha mandato l’Excel e lunedì mattina vuole un report di un certo tipo, con certe categorie raggruppate in un certo modo, con un certo livello di sintesi. Quella scelta nasce dalla mia conversazione con lei, dai suoi soci, dai loro modi di lavorare. Le skill eseguono. La decisione di cosa eseguire resta mia.
La seconda è il controllo a valle. Le skill producono draft o output pronti, ma io rileggo sempre. I trenta secondi in cui ho aperto il PDF nel Finder prima di mandarlo alla cliente non erano facoltativi. Erano la garanzia che il lavoro fosse fatto bene. Le skill, anche le migliori, possono saltare un caso limite che non avevo previsto in fase di scrittura. La mia revisione è l’ultima prima del cliente.
La terza è il rapporto. La mail che ho mandato alla cliente con il PDF in allegato era una mail vera, scritta da me, con dentro un commento sui dati di aprile che avevo notato e che valeva la pena segnalare. La skill mi ha preparato il documento, la conversazione con la cliente l’ho scritta io. Il valore di un rapporto professionale non è mai nel file allegato. È nello scambio attorno al file allegato.
Cosa portarti via da questa guida
Quattro skill ufficiali Anthropic, gratis, installate in tre messaggi a Claude dentro la sua app desktop. Niente terminale, niente codice, niente ricerca su GitHub. Da quel momento Claude ha il kit di base per produrre Word, Excel, PowerPoint e PDF nel modo giusto, senza che tu gli debba spiegare niente.
Sono il punto di partenza. Tutto quello che costruirai sopra (le tue skill personalizzate, le catene di skill che si parlano l’una con l’altra, i workflow mensili automatici) si appoggiano su queste quattro fondamenta. Cinque minuti adesso per ore di vita restituite negli anni a venire.
Se questa guida ti è servita, fammelo sapere nei commenti. Mi scrivete sempre in tante dopo le guide lunghe e leggo volentieri. E se installi le quattro skill oggi e fra una settimana hai una storia da raccontarmi su come le hai usate, mi fa piacere leggerti. Quelle conversazioni mi alimentano le idee per i numeri successivi.
Maby
P.S. Le due skill che ti ho regalato a metà di questa guida (post-da-newsletter e dico-no-gentile) sono esclusive di chi mi legge qui. Non le metterò su GitHub, non le metterò sullo store, non le manderò ad altri. Se ti va mi faresti un enorme favore a diffondere questa newsletter e farmi crescrre restackando questo post.






Ciao, ho iniziato a leggerti da poco e apprezzo molto le tue guide. Io uso Claude e ci sto prendendo sempre più la mano, anche se ancora non lo sfrutto pienamente (forse non mi serve farlo, o forse non so che mi serve).
Leggendo questo tuo post mi è sorta una domanda: cosa c'è di diverso tra l'attivarsi automatico delle skills in una chat (Claude usa già tranquillamente quelle skills di Anthropic di cui parlavi) e l'attivazione a partire da una cartella in locale sul proprio pc? Qual è il vantaggio?
Inoltre, cosa cambia tra scrivere una skill personale e inserirla nella cartella e fornire un prompt o nella chat o nel "progetto" di cui la chat fa parte?
Premetto che mi fa molto sorridere il fatto che un mio omonimo abbia commentato giusto ieri...giuro che non ci conosciamo!
A parte la casualità, congrats per lo stile comunicativo e le spiegazioni semplici a problemi complessi di utenti comuni, navighiamo tutti nel mare delle chat aperte e mai concluse con tutte le AI disponibili. Utili spunti di riflessione per capire e alla fine capitolare su quale AI fare lock-in per il resto della vita 😁